Fase 2 della strategia di adozione dell’IA
Completata la diagnosi, la Fase 2 trasforma la mappa delle opportunità in una roadmap eseguibile. Progettare la strategia di IA non è un esercizio accademico: è la definizione concreta di che cosa si farà, in quale ordine, con quali risorse e con quali criteri di successo.
Una buona strategia di IA risponde a cinque domande. Quali casi d’uso affrontiamo per primi? Perché in quell’ordine e non in un altro? Quali investimenti abilitanti servono prima di poter affrontare i casi d’uso prioritari? Come sapremo che sta funzionando? Che cosa facciamo se non funziona come previsto?
Valutazione e definizione delle priorità dei casi d’uso
La diagnosi produce una mappa delle opportunità; la progettazione la trasforma in una sequenza di progetti ordinati per priorità. Le priorità si stabiliscono in base a quattro criteri.
Impatto economico. Il valore potenziale del caso d’uso in termini di riduzione dei costi, aumento dei ricavi o riduzione del rischio. Si quantifica come ordine di grandezza, non come cifra esatta: una falsa precisione in questa fase è un errore frequente.
Fattibilità tecnica. Dato lo stato dei dati e dell’infrastruttura tecnologica attuale, quanto è complesso implementare questo caso d’uso? La fattibilità tecnica comprende la disponibilità dei dati, la complessità di integrazione e la maturità delle soluzioni presenti sul mercato.
Velocità del ritorno. Non tutti i progetti generano valore negli stessi tempi. Come prime iniziative sono preferibili quelli con il ritorno più rapido: generano un cash flow positivo che può finanziare progetti più complessi e dimostrano il loro valore all’interno dell’azienda, favorendo la continuità del programma.
Sequenza strategica. Alcuni progetti sono prerequisiti di altri. Un progetto di miglioramento della qualità dei dati può essere necessario prima di implementare un modello predittivo che da quei dati dipende. La roadmap deve rispettare queste dipendenze.
Le componenti della progettazione strategica
Roadmap dei progetti. La sequenza delle iniziative con il loro ordine, le dipendenze, gli investimenti abilitanti necessari e i momenti di verifica. La roadmap è uno strumento di navigazione, non un contratto: deve essere abbastanza flessibile da recepire ciò che si impara durante l’implementazione.
Schede di progetto. Per ogni iniziativa della roadmap, una descrizione del caso d’uso, il valore di business atteso, i requisiti di dati e di tecnologia, l’ambito del progetto e i KPI di successo. Queste schede sono la base per le decisioni di investimento e per la scelta dei fornitori.
Piano degli investimenti abilitanti. I progetti di IA richiedono spesso investimenti preliminari in dati, infrastruttura o formazione. Questi investimenti abilitanti devono essere esplicitati nella strategia e collocati nella sequenza corretta.
Modello di governance dell’IA. Chi decide sugli investimenti in IA, chi valuta i risultati e quale processo si segue per scalare o cambiare rotta quando un progetto non genera il ritorno atteso.
La differenza tra una roadmap e un elenco di progetti
Un elenco di progetti indica che cosa si vuole fare. Una roadmap spiega perché in quell’ordine e non in un altro, che cosa dipende da che cosa e con quale criterio rivedere e correggere il piano. La roadmap che progettiamo è pensata come un documento di lavoro vivo, non come un fascicolo che si produce e si archivia.
Il percorso completo
La progettazione della strategia è la Fase 2 del percorso di adozione dell’IA. Si basa sulla diagnosi della Fase 1 e produce gli input necessari per la Fase 3, l’implementazione.